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Domenica 19/09/2004 - Chungwater - Little Bighorn - Lewistown
- Great Falls - Glacier NP |
Poco dopo le tre di mattina, "merito" del
fuso orario, mi sveglio e decido di ripartire, Mara continua a dormire comodamente
nel suo "letto". Attraverso Casper e all’alba, dopo essermi fermato a scattare
alcune foto a delle Antilocapre (Pronghorn), facciamo benzina a Buffalo. Da
qui la I25 si immette nella I90, la seguiamo
oltre il confine del Wyoming
passando da Sheridan. Il tempo è leggermente nuvoloso con ampi tratti di sereno,
il giallo paesaggio è ondulato e piacevole anche se poco vario. A Little Bighorn
acquistiamo il pass annuale per i Parchi Statunitensi (50 $), poi sosta a
Billings in un Pizza Hut dove chiacchieriamo piacevolmente con una simpatica
cameriera di colore, provvediamo anche alla spesa in un supermercato. Non
proseguiamo per la I90 ma prendiamo la 87 che porta a Lewistown e poi Great
Falls. Arriviamo poco prima delle 19.00 a St. Mary (Glacier NP) sotto una
fitta nevicata. Entrati nel Parco visioniamo il camping, non è custodito,
ha qualche piazzetta, nessuna recinzione, bagni puliti ma niente doccia né
acqua calda, proprio come quelli che spesso incontrammo in Alaska. Ripensando
a quello Stato decidiamo di fare il classico giro al crepuscolo per vedere
se avvistiamo qualche animale. Poche centinaia di metri fuori dal campeggio
notiamo un paio di macchine ferme, un grosso esemplare d’Orso Nero ci dà il
benvenuto al Glacier National Park.
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Lunedì 20/09/2004 - Glacier NP |
Poco prima delle 7.00 iniziamo la nostra
visita del Parco prendendo la strada che porta a Logan Pass, anche se la nostra
meta d’oggi è Many Glacier. Le montagne sono nascoste dalle nuvole ma si aprono
ampi squarci di sereno, essi generano dei giochi di luce nel lago Saint Mary
che sono meravigliosi. Inoltre i dolci
colori autunnali si perdono in quota
ricoperti dalla bianca neve fresca caduta nella notte, la temperatura esterna
è attorno agli 0°. Rivediamo nello stesso punto di ieri sera un grosso branco
di Cervi Canadesi (Elk), poco più avanti vicino alla strada dei Cervi Mulo.
Alla Ranger station di St.Mary ci annunciano che il Logan Pass riaprirà tra
un paio d’ore, ma noi ci dirigiamo verso Many Glacier. Decidiamo di fare un
piccolo tratto del trail che porta ad Iceberg Lake e poi dirigerci verso Bullhead
Lake. La nostra passeggiata è interrotta quasi subito da un Orso Nero che
si trova vicino al sentiero, siamo soli e ci fermiamo ad osservarlo mantenendo
una distanza di relativa sicurezza, Mara preferisce non proseguire. Nell’altro
trail, quello che porta al Swiftcurrent Pass, incontriamo qualche persona
e Mara si sente più tranquilla. Vediamo due Bighorn e
parecchie Mountain Goat,
ma tutte da notevole distanza. Il tempo è bizzarro, qualche piccolo rovescio
d’acqua si alterna ad ampie schiarite con una luce che è la gioia di qualsiasi
fotografo. Ritorniamo alla nostra auto alle 15.00 circa, guidiamo lentamente
verso il campeggio di St.Mary, facendo qualche sosta. Poco dopo Lake Swiftcurrent
affacciandosi dalla strada si osserva dall’alto un bel "canyon" scavato dal
fiume. In lontananza scorgo un Orso Nero e con il cannocchiale assisto alla
scena di un Cervo Mulo che va nella sua direzione, appena si accorge della presenza dell'Orso
scappa velocemente. Dopo un forte acquazzone il cielo si apre completamente
e le montagne si tingono di rosso. Mi fermo per fotografare una vetta che
si staglia dalla parte opposta del lago St. Mary, sulla riva a circa 50 metri
da me un Orso mangia tranquillamente. E’ il più vicino visto fino ad ora,
la ormai scarsa luce non permette fotografie, ce lo "gustiamo" con il cannocchiale.
Pranziamo in un ristorante e riflettiamo sulla bellezza di questo parco, sicuramente
uno dei più selvaggi che ho visto nel Nord America.
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Martedì 21/09/2004 - Glacier NP |
Mi alzo verso le 6.00, dopo avere scritto
il diario ci prepariamo per non perdere la luce dell’alba. Il vento ha spazzato
via le nuvole e la giornata si presenta fantastica. I colori dell’alba, quelli
dell’autunno, i panorami mozzafiato e la luce tersa sono ottimi ingredienti
per fotografare. Il branco d’Elk e le montagne tinte di rosa ci danno
il buongiorno.
Alcune foto le scatto direttamente dall’interno dell’auto, posizionando il
cavalletto dietro il sedile guida e aprendo lo sportellone laterale scorrevole,
evitando il forte vento e il freddo pungente. La meta d’oggi è Logan Pass
e al limite l’Hidden Lake, ma per il momento il passo è chiuso per ghiaccio.
L’apertura è prevista per le 13.00 quindi torniamo lentamente verso St.Mary
per cercare di avvistare qualche animale. La scelta è azzeccata poiché nello
stesso punto di ieri avvistiamo nuovamente un Orso Nero, probabilmente lo
stesso. Questa volta oltre ad essere abbastanza vicino anche la luce è buona,
scatto alcune foto e poi continuiamo ad osservarlo per parecchio tempo. Nel
frattempo hanno
riaperto il Logan Pass e ci dirigiamo lentamente verso di
esso, facendo varie soste per ammirare gli splendidi paesaggi e alcuni Bighorn.
Al passo il cielo è in parte coperto, c’è molto freddo e il corto sentiero
che porta al belvedere sull’Hidden Lake è chiuso per pericolo orsi. Prima
di dirigerci verso Apgar e completare la "Going to the Sun Road", rimaniamo
nella zona del passo per scattare qualche foto al paesaggio innevato. Mentre
affianchiamo il lago McDonald, poche miglia prima di Apgar, un Orso Nero ci
attraversa la strada, fino ad ora abbiamo visto più orsi che qualsiasi altro
animale. Ceniamo in un ristorante a West Glacier, alle 20 siamo già nel campeggio
di Apgar. Come prima impressione mi è piaciuta di più la zona est del parco
(Many Glacier e St.Mary) di questa, ma domani la visiteremo con più calma.
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Mecoledì 22/09/2004 - Glacier NP |
All’alba siamo sulla sponda del Lago McDonald
a fare colazione, non sono l’unico con il cavalletto montato per immortalare
questo bel momento. Con molta calma ci portiamo all’inizio del trail che porta
all’Avalanche Lake. Il sentiero segue l’omonimo torrente (Avalanche Creek)
e s’inoltra in un fitto bosco. Ci perdiamo ad ammirare i muschi e gli innumerevoli
funghi, ce ne sono di tantissime specie, un signore ci afferma che sono c irca
750. Arriviamo al bel lago contornato da enormi pareti rocciose, saltuariamente
si scorgono alcuni punti bianchi, sono Capre delle Nevi (Mountain Goat), chiacchieriamo
con una coppia della Pennsylvania. Al rientro chiudiamo anche il piccolo anello
del trail naturalistico che s’inoltra in una foresta di cedri rossi magnifica.
Il cielo è nuvoloso e una volta valicato il Logan Pass ritroviamo il bel
sole di ieri, nella sosta pranzo ammiriamo alcune Capre delle Nevi. Durante
la discesa verso St.Mary ci fermiamo per fare il corto ma bel trail che porta
alle St.Mary Falls e Virgina Falls. Al ritorno ci dicono che un Grizzly ha
appena attraversato il sentiero dirigendosi verso valle. Partiamo con la macchina
e dopo un paio di curve ci troviamo in mezzo alla strada il grosso Orso, tranquillamente
scende dalla riva accanto e si perde nel bosco. A St.Mary in un negozio che
c’era sfuggito troviamo finalmente la bombola di gas per il nostro fornellino.
Proseguiamo per Two Medicine poco prima delle 18.00, ma ben presto siamo nuovamente
fermi. Una bellissima Volpe Rossa attraversa la strada e si ferma, incurante della
nostra presenza, appena sopra una riva. Rimaniamo fermi ad ammirarla e riesco
perfino a scendere dalla macchina e ad avvicinarmi a circa 10 mt. senza che
lei si spaventi. Poco dopo le 19.00 siamo nel camping di Two Medicine dove
ci cuciniamo una buona pasta prima di dormire. Le nostre giornate sono molto
intense, ma sfruttando tutta la luce del giorno, alzandoci molto presto e
non perdendo tempo per cercare da dormire, riusciamo a fare tutto con la giusta
calma e goderci questo meraviglioso Parco. Fino ad ora abbiamo trovato solo
una parte delle strutture chiuse, ma qui a Two Medicine, a parte una sola
zona del campeggio, è tutto chiuso. Consiglierei a chiunque di visitare queste
zone in Settembre, poca gente e colori meravigliosi.
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Giovedì 23/09/2004 - Glacier NP - Yellowstone NP |
Poco dopo le 7.00 ci troviamo sul lago Two
Medicine ad ammirare l’infuocata alba, la migliore vista fino ad ora. Dopo
la colazione tra i vari trail scegliamo quello breve che porta al Paradise
Point, un punto panoramico sulla riva del lago. In seguito ci portiamo all’inizio
del corto trail che porta alla bella cascata Eagle Falls,
venerata dai Piedi
Neri (Blackfeet) la tribù indiana che abitava queste zone. Al ritorno nel
fitto bosco spunta una grossa Alce femmina, mi è parso ci fosse anche il suo
piccolo, peccato che si è dileguata velocemente nel bosco. In macchina seguiamo
il confine del parco verso sud, attraversando
splendidi paesaggi colorati
dall’autunno. Ci fermiamo al "Goat Lick Overlook" consigliatoci da un Ranger
per l’avvistamento delle Mountain Goat, vediamo a distanza una femmina con
due piccoli, la loro direzione è verso la strada. Prendiamo la macchina e
ci fermiamo nel punto in cui le ho viste salire. Guardo verso il basso e a
pochi metri ci sono le tre Capre delle Nevi più altre due, non hanno nessun timore e
continuano a mangiare incuranti della nostra presenza, ci fermiamo circa un’ora.
Questo è stato l’ultimo indimenticabile regalo di questo selvaggio Parco Nazionale.
Alle 12.20 passiamo da West Glacier salutando definitivamente il Glacier NP.
Nella cittadina di Polson, sulla riva del Flathead Lake, facciamo uno spuntino.
La strada che percorriamo per arrivare a Yellowstone è più spettacolare rispetto
alla parte del Montana che abbiamo attraversato per arrivare al Glacier. Le
luci del sole che filtrano attraverso le nuvole rendono ancora più affascinante
il paesaggio circostante. Dopo Livingston moderiamo la velocità per il rischio
di investire cervi muli che numerosi popolano la zona, uno ci attraversa la
strada e un paio li vediamo morti sul bordo. Entriamo a Yellowstone da Gardiner,
sono omai le 21.00, andiamo diretti al campeggio di Mammoth Hot Springs.
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Venerdì 24/09/2004 - Yellowstone NP |
Ammiriamo il sorgere del sole attraverso
le nubi delle solfatare di Mammoth, mentre nella collina a fianco un maschio
d’Elk raduna le sue femmine. Proseguiamo
per Norris facendo parecchie soste
per gli animali, Bisonti, Elk (Cervi Canadesi), Coyote. Stupenda la sosta
a Swan Lake, oltre al bel paesaggio impreziosito dalla luce del primo mattino,
ci sono anche Cigni Trombettieri e Oche Canadesi. Giungiamo a Canyon Village
visitando la Lower Falls, il Dunraven Pass è chiuso per lavori fino al 2006,
per fortuna le altre strade del parco sono agibili. Il tempo è ottimo e per
la prima volta in questo viaggio riusciamo a stare in maniche corte, anche
se solo nelle ore centrali. Camminate ne facciamo parecchie ma tutte corte,
tra cui quella per visitare il Norris Geyser Basin, dopo l’Islanda questi
fenomeni difficilmente riescono a stupirmi, in ogni modo merita di essere
visto. Risaliamo a Mammoth Hot Springs dove gli Elk sono numerosi perfino
in mezzo alle case, la nostra meta è Tower-Roosevelt. Circa a metà strada vediamo
un gruppo di macchine ferme, ci aspetta l’incontro più bello fatto fino ad
ora, una mamma Orsa (Black Bear) con due orsacchiotti, sono vicinissimi alla
strada. Scendiamo ad ammirarla rimanendo però ad una certa distanza di sicurezza,
anche se mi devo allontanare ulteriormente quando un orsacchiotto mi si avvicina,
è a circa 4-5 metri. Rimaniamo a lungo ad assaporare questo bel momento, quando
ripartiamo la famigliola è ancora in zona a cibarsi. Rispetto al Glacier mancano
i bei colori dell’autunno, qui sono tutti pini e le betulle scarseggiano.
Avvistiamo Bisonti, Cervi Mulo ed Elk, di quest’ultimo ci affascina un maschio
posto in cima a una collina che ha come sfondo alcune nuvole tinte di rosa dal tramonto.
Arrivati a Tower proseguiamo erroneamente per il Dunraven Pass, sostiamo in
un punto panoramico che domina la valle sottostante. Il sole è da poco tramontato,
la valle è dominata da una grossa luna quasi piena, noi in silenzio ascoltiamo i
bramiti dei Cervi maschi, non saprei come descrivere questo magico momento.
E’ ormai buio quando decidiamo di fermarci al campeggio di Tower Fall e non
proseguire per quello di Pebble Creek come avremmo voluto.
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Sabato 25/09/2004 - Yellowstone NP |
Ci mettiamo in moto poco prima dell’alba
per la Lamar Valley, ci ritroviamo nel mezzo della strada un Cervo Mulo, gli
passiamo a fianco lentamente per non spaventarlo
ulteriormente. Il cielo è
completamente sgombro da nuvole, ma arrivando dall’alto la Lamar Valley si
presenta immersa nella nebbia del primo mattino, la temperatura esterna è
di 2° sotto lo zero. Lo scenario è fiabesco e la nebbia diradandosi lentamente
mostra grandi mandrie di Bisonti. Sostiamo a lungo nella valle ad osservare
la wildlife, questa è la zona del parco dove è più probabile avvistare i lupi.
Arriviamo fino al campground di Pebble Creek, ove vorremmo venire a dormire
questa sera. Verso le 11.00 partiamo a piedi per il corto trail a Slough Creek,
arriviamo ad una bella spianata attraversata dal lento torrente, al centro
vi è una collina sassosa. Seguendo il fiume, per arrivare alla collina, vediamo
parecchie ossa di cervo, improvvisamente sentiamo ululare dal vicino bosco,
sono sicuramente lupi non coyote. Ci portiamo rapidamente sulla collina ma
non vediamo nulla, in questa piana sicuramente si sono svolte delle meravigliose
scene di wildlife. Mi fermo ad osservare delle femmine di Common Merganser,
specie d’anatre con la testa arancione, e un picchio (Downy Woodpecker) intento
a lavorare un tronco di un albero. Tutti qui sono indaffarati a procurarsi
scorte di cibo in vista del rigido inverno ormai alle porte, Scoiattoli Rossi
(Red Squirrel) e Chipmunk corrono da tutte le parti. Dopo esserci cucinati
una buona pastasciutta in riva al torrente ripartiamo per Mammoth, dobbiamo
fare spesa. In questa giornata senza nuvole lo sbalzo termico dalla mattina
presto alle ore centrali è notevole, dai -2° siamo passati ai +20°. Proprio
dove la strada attraversa Yellowstone River un grosso esemplare d’Orso Nero
mangia tranquillamente a pochi metri da essa, ci fermiamo
per parecchio, è
il più "fotografabile" di quelli visti fino ad ora. Da quando siamo arrivati
in USA solo nel giorno di trasferimento dal Glacier a Yellowstone non abbiamo
visto orsi. Ormai non ho più parole per questo viaggio, un’esperienza naturalistica
indimenticabile, ma Yellowstone non ha finito di farci regali. Dopo pochi
km arriviamo al Floating Island Lake, ci sono ferme alcune persone e un Elk
femmina in acqua. Ci spiegano che è da poco stata attaccata dai lupi ed è
ferita, loro sono appostati dietro ad alcune piante ma non si vedono, sono
le 16.30. Salgo sulla collina e un ragazzo appostato con un binocolo mi mostra
un Lupo Grigio (Gray Wolf) accucciato nell’erba, si vede male, mi assicurano che ce ne
sono tre di cui uno nero. La nostra macchina è in ottima posizione, non demordiamo
e aspettiamo in compagnia d’altre persone, osserviamo il povero cervo e un
Cigno Trombettiere nel centro del laghetto. Nell’attesa una signora ci spiega
dove a pochi km ha appena visto una mamma Orsa con due piccoli, non ci penso
lontanamente ad abbandonare questo luogo. Lei abita in zona e viene almeno
quattro volte in un anno a Yellowstone, per lei Settembre e Ottobre sono certamente
i mesi migliori per ammirare gli animali. L’Elk esce dall’acqua ed è gravemente
ferito ad una zampa posteriore, non riesce ad appoggiarla, non si allontana
dalla riva. Sono le 18.30 quando la nostra attesa è premiata, un Lupo Grigio esce allo scoperto mostrando interamente la sua bellezza, per
me si è avverato un sogno, vedere in natura l’animale che da sempre più mi
affascina, dista circa 100 mt. Poco dopo esce anche il Lupo Grigio (Gray Wolf) di colore
nero, è più schivo e si allontana presto, ha qualche piccola striatura grigia
che si perde nel resto del manto nero, è magnifico. Quello grigio continua
a regalarci emozioni, scende sulla riva del lago ad osservare la sua preda
da distanza ravvicinata, l’Elk impaurito è rientrato in acqua. I rullini portati
da casa difficilmente mi basteranno, continuo a scattare nonostante sia consapevole
che queste fotografie difficilmente saranno belle, ma per me saranno in ogni
caso molto importanti. E’ ormai buio, sono le 20.00, altri appassionati ci
fanno compagnia. Decidiamo di tornare al campeggio di ieri, quello di Tower
Fall, essendo il più vicino, domani mattina faremo prima a ritornare per
vedere come si è evoluta la situazione in questa nottata di luna piena.
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Domenica 26/09/2004 - Yellowstone NP |
Mi alzo prima delle 6.00, sopra di noi un
cielo stellato da fare invidia a qualsiasi astrofilo. Arriviamo alle 6.45
al Floating Island Lake e c’è già gente, a Yellowstone le voci corrono in
fretta. Dobbiamo parcheggiare lontano e la temperatura è rigida. Incontriamo
alcune persone del giorno precedente, Dave un ragazzo scozzese ci mostra con
il suo cannocchiale il cadavere e in parte dilaniato dell’Elk, si trova vicino
alla riva
parzialmente sott’acqua nella stessa zona in cui lo abbiamo visto
ancora in vita. Non ci sono altri animali in zona e visto il freddo decidiamo
di tornare, come da programma, alla stupenda Lamar Valley. Dopo un paio di
miglia vediamo un Orso Nero ad una decina di metri dalla strada, è completamente
marrone. Rimaniamo fino a quando non scompare dietro un dosso. Alla Lamar
Valley c’è ancora un velo di nebbia e le solite mandrie di Bisonti, mi ci
fermerei per una settimana. Su una collina alcune persone osservano, li raggiungiamo
e mostrano una mamma Grizzly con due piccoli, sono molto distanti. Salutiamo
per l’ultima volta questa bella valle e ci fermiamo nuovamente dal cervo morto,
è impressionante vedere quanti teleobiettivi (500-600 mm) sono piazzati. Ci dicono
che verso le 8.00 i due lupi di ieri sera sono usciti per mangiare, il grigio
con il radiocollare e il nero, sono un po’ dispiaciuto ma allo stesso tempo
della fortuna che abbiamo avuto, affermano che un evento simile sia anche
qui a Yellowstone molto raro, normalmente si vedono solo da molto lontano.
Arriva una Volpe Rossa per mangiare un boccone di fretta, ha evidentemente paura
e scappa, poco dopo un Coyote si avventa sulla carc assa strappandogli brandelli
di carne. Altri coyote e una volpe si avvicinano alla zona, ma evidentemente
hanno troppa paura e si allontanano senza mangiare. All’improvviso spunta
un Lupo Grigio, non è il solito, è più grosso e non ha il radiocollare, sostengono
che appartengono tutti allo stesso gruppo denominato Geode. Si avventa sulla
preda strappando pezzi di carne, poi si siede tranquillo nel prato appena
sopra. Arrivano due Coyote ma sentono il pericolo e si allontanano, molti
si aspettavano un attacco del lupo che effettivamente si è rialzato mostrando
un’aria minacciosa, è impressionante vedere la differenza di dimensione tra
queste due specie d’animali. Verso le 13.00 il lupo decide di andarsene e
questa volta anche noi. Arrivati a Mammoth ci sistemiamo e facciamo finalmente
spesa, proseguiamo per Norris facendo una sosta "pranzo" al Beaver Lake. La
meta di questa sera è Madison, ma prima decidiamo di mangiarci una buona bistecca
a West Yellowstone. Lungo questo tratto di strada oltre ad Elk e Bisonti vediamo
appollaiata su un albero una bell’Aquila dalla testa Bianca (Bald Eagle). Alla
fine di quest’altra straordinaria giornata rientriamo al camping di Madison.
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Lunedì 27/09/2004 - Yellowstone NP |
Questa notte, nonostante i 2000 mt. di
quota, è stata sicuramente la meno fredda fino ad ora, forse perché è il luogo
più a sud. Una piccola perturbazione è passata nella nottata, la mattina si
presenta più limpida che mai. Sostiamo per la colazione lungo il Fountain
Flat Drive, circondati da una gran mandria di Bisonti. Rimaniamo circa un’ora
ad osservare da vicino la loro vita quotidiana, guado del fiume, piccolo che
prende il latte, giochi tra giovani e perfino un duro scontro tra due grossi
maschi, veramente impressionante. Dopo Fountain Paint Pot proseguiamo per
il bel loop di Firehole Lake Drive. Arrivati al Midway Geyser Basin lo troviamo
avvolto dai vapori che le varie hot spring producono, dopo il classico giro
decidiamo di tornarci più tardi. Visitiamo Biscuit Basin e alle 12.00 siamo
pronti ad assistere allo spettacolo dell’Old Fithful Geyser. Torniamo leggermente
a nord per fare il trail che porta a Fairy Falls, consiglio caldamente di
fare almeno
il primo corto pezzo che passa a fianco del Grand Prismatic Spring,
ma dalla parte opposta alla passerella. Da questo versante c’è la possibilità
di salire leggermente su una collina e di godere di un’ottima vista sulla
stupenda hot spring. Prendiamo la strada per Bridge Bay costeggiando Yellowstone
Lake, il campeggio è chiuso e proprio oggi ne chiudono altri (Norris, Tower
Falls e Pebble Creek). Non è tardi quindi prendiamo la decisione di tornare
lentamente a Mammoth Hot Springs. Non nego d’essere contento poiché la zona
nord è quella che più mi è piaciuta, ma soprattutto perché domani mattina
farò un giro al Floating Island Lake. Dopo un forte ma breve temporale attraversiamo
la Hayden Valley con una luce meravigliosa, a parte un paio d’Aquile dalla
testa Bianca vediamo pochi animali e da lontano. Ci fermiamo ad Artist Point
ad ammirare le Lower Falls che hanno come sfondo un infuocato tramonto. Dopo
una sosta causa Bisonti in strada arriviamo verso le 20.00 a Mammoth Hot Springs.
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Martedì 28/09/2004 - Yellowstone NP |
All’alba siamo al solito lago, incontriamo
Dave, possiede un potente cannocchiale Leica e gentilmente ci ha permesso
spesso di utilizzarlo. Ieri hanno visto solo di
sfuggita un lupo che non è
sceso a mangiare, ora ci sono tre Coyote, dal bosco spunta un Orso Nero che
ci dicono avere mangiato poco fa. Dopo una sosta di circa un’ora non resistiamo
e torniamo alla Lamar Valley. Arrivati al bivio con Slough Creek vediamo in
lontananza un gruppo di persone intento ad osservare,
parcheggiamo la macchina
e li raggiungiamo. Ci mostrano in lontananza un Lupo Nero,
lo seguiamo per
un po’ fino a che non scompare dietro un colle. Rimaniamo sul posto solo noi
due e dopo non molto Mara scorge altri due Lupi sempre di colore nero, sempre
nella stessa zona del precedente, subito seguiti da un terzo dello stesso
colore. Li seguiamo con il binocolo e il teleobiettivo duplicato per circa
un’ora, in compagnia di alcuni simpatici americani che ci hanno raggiunto.
Vanno nella direzione di un Bisonte solitario, si prepara a fronteggiarli,
ma lo ignorano. A un certo punto sentiamo ululare ripetutamente, in quella
direzione Mara avvista un quarto Lupo Grigio, i tre neri lo raggiungono e
insieme spariscono. Dopo essere rimasti nella zona fino alle 13.00 prendiamo
la strada per Norris e Canyon Village, ci fermiamo alle Upper Falls, un po’
deludenti. Nella bella Hayden Valley vediamo da molto vicino un Coyote che
mangia una carcassa di Elk, anche qui sicuramente ci saranno state delle belle
scene di wildlife. Mud Vulcano mi delude e non ci perdiamo troppo tempo, alle
19.45 siamo nel camping di Grant Village. Yellowstone National Park oltre
a cinque giorni di tempo sereno, ci ha regalato forti emozioni, un luogo in
cui spero vivamente di tornare.
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Mercoledì 29/09/2004 - Grand Teton NP |
Probabilmente è la mattina in cui ci muoviamo
più tardi, poco dopo le 8.00 entriamo nel Grand Teton National Park. La cosa
che più mi colpisce sono i colori dell’ autunno, in prossimità di Oxbow Bend
il Mount Moran si specchia nell’acqua insieme alle gialle betulle. Prendiamo
la strada che passa dal camping di Signal Mountain, prenotiamo per la serata.
Alle 12.00 arriviamo a Jenny Lake, saliamo sul primo battello che porta sulla
riva opposta del lago. Proseguiamo a piedi per il trail che costeggia il Cascade
Creek. Questo percorso si snoda lungo il Cascade Canyon, non è faticoso e
abbastanza remunerativo anche per la vista sul Grand Teton, sui massi che
costeggiano il sentiero ci sono parecchi Pika. L’ultimo battello per il ritorno
è alle 16.00, camminiamo decisi e arriviamo fino al punto in cui altri trekker
ci hanno segnalato un grosso maschio d’Alce, siamo ormai prossimi alla fine
della valle dove il sentiero si divide. Il grosso maschio d’Alce è seduto
vicino al fiume, dista non più di 20 metri, si sta riposando ed è magnifico.
Rientriamo per le 16.00, non prima di avere fatto qualche sosta fotografica.
Con la macchina ci spostiamo sulla Mormon Row, da cui si può ammirare una
delle più famose viste dei monti Teton. La strada è sterrata e poco frequentata,
troviamo un posto con ottima vista, sostiamo ad ammirarla fino all’arrivo
del buio cucinandoci una pastasciutta, pulendo l’attrezzatura fotografica
e scrivendo diario e cartoline, un vero relax agevolato del nostro camper/macchina.
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Giovedì 30/09/2004 - Grand Teton NP |
Questa notte ha piovuto parecchio e quando ci alziamo
il è ancora tempo perturbato. Decidiamo di anticipare la visita alla cittadina
di Jackson, prima passiamo da Oxbow Bend e da lontano ammiriamo una femmina
d’Alce. Arrivati a Jackson cerco subito un negozio di fotografia, al "D.D.Camera"
trovo le fuji Velvia. Di molto interessante vediamo le gallerie fotografiche
di David Muench
e di Thomas D. Mangelse,
entrambi fotografi naturalisti. Consiglio agli appassionati di fotografia
la visita, sono entrambe sulla North Cache, quella di Mangelsen al nr.170,
non ne sarei più uscito. Troviamo nuovamente un supermercato della catena
"Dollar Tree Stores" ove tutto è venduto ad un dollaro, la roba è d’ottima
qualità. Dopo avere pranzato in un locale rientriamo nel parco, nel primo
pomeriggio il tempo migliora e facciamo in macchina alcune strade secondarie.
Infine sostiamo al Blacktail Ponds Overlook per fare alcune foto mentre arriva
un temporale, alcuni pescatori che arrivano dal torrente ci dicono che ci
sono tre Alci, ma dall’overlook non si vedono. Passato il forte temporale
esco dalla macchina e vedo le tre Alci che si sono avvicinate, scendiamo verso
il fiume per vederle da più vicino, sono un grosso maschio con femmina e piccolo.
Ormai è quasi buio e decidiamo di cucinarci un riso, sempre condito con il
parmigiano portato da casa, ottima la vista sulle montagne che nel frattempo
si sono liberate dalle nuvole. Ci portiamo nel vicino campeggio di Gros Ventre
per chiudere quest’altra bella giornata.
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Venerdì 01/10/2004 - Grand Teton NP - Salt Lake City - Bryce
Canyon NP |
La mattinata si presenta nebbiosa e leggermente
nuvolosa, oggi salutiamo i parchi del nord, ci sposteremo nel sud dello Utah.
Non resisto e facciamo l’ultimo giro a sud del parco, è mattina
presto e avvistiamo da lontano un’Alce, sarà sicuramente l’ultima di questo
viaggio. Partiamo dopo le 9.00, alcuni lavori in corso appena dopo Jackson
ci rallentano subito la marcia, in questi casi gli americani gestiscono il
traffico in modo osceno. Seguiamo la strada numero 89 che attraversa piacevoli
paesaggi, abbelliti dai colori dall’autunno. Entriamo per un piccolo tratto
in Idaho, affiancando il turchese lago "Bear Lake". Il tratto dopo il lago
fino alla cittadina di Logan è il più affascinante, qui i colori dell’autunno
danno il meglio, dal giallo si passa ad un rosso intenso. Il resto della strada
(I15) è la solita "monotonia", in più perdiamo molto tempo ad attraversare
Salt Lake City causa intenso traffico. Usciamo dalla I15 all’uscita numero
95, poco dopo vediamo un cervo mulo in mezzo alla strada ucciso da poco, oggi
è il quarto. Alle 21.30 finalmente siamo al Bryce Canyon NP, il North Campground
è quasi vuoto.
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Sabato 02/10/2004 - Bryce Canyon NP - Zion NP |
Alle 7.00 del mattino siamo a Sunrise Point,
dopo poco assistiamo al meraviglioso spettacolo dell’alba che illumina il
Bryce Canyon. Dal punto panoramico proseguiamo per il "Queens Garden Trail",
la luce è ancora ottima e il trail non delude per niente. Arrivati al Queens
Garden
prendiamo il sentiero che porta al "Navajo Loop Trail", decidiamo di
risalire seguendo il percorso che passa dalla bellissima zona del Bryce denominata
"Wall Street". E’ una passeggiata molto facile e altrettanto remunerativa,
la consiglio in particolare il mattino presto. Con la macchina visitiamo altri
punti panoramici, Para View, Bryce Point, Inspiration Point. Questo
parco
lo vidi anche nel mio precedente viaggio in USA (1987), dove visitai la California,
Nevada e Arizona, toccando solo questo punto dello Utah. Allora fu probabilmente,
insieme al Sequoia NP, il parco che più mi piacque, anche questa volta non
mi ha certamente deluso. Poco dopo le 12.00 usciamo dal Parco, ma l’ultimo
saluto glielo diamo dal Fairyland Point. Impieghiamo meno del previsto a raggiungere
la East Entrance dello Zion National Park. Vorremmo fare l’Emerald Pool Trail,
ma è troppo presto, preferiremmo farlo più tardi per via del caldo e della
luce migliore. Con calma scendiamo dalla "Zion Mt. Carmel Hwy", arrivati nei
pressi del South Campground ci
rilassiamo e mangiamo. Solo dopo le 16.00 saliamo
sullo Shuttle che ci porta al Zion Lodge. Saliamo subito alla Upper Pool,
la pozza d’acqua non è nulla di speciale ma l’ambiente in cui si trova è grandioso.
Un momento molto emozionante è quando dal bosco sopra la Pool, il suono di
un flauto intona una melodia indiana, non riusciamo a vedere l’autore, ma
virtualmente lo ringraziamo per questo meraviglioso momento. Nella discesa
passiamo anche dalla Middle e dalla Lower, pure quest’ultima si trova in un
bel contesto. Il trail è appagante e molto facile nonostante le Pool non siano
nulla di speciale, le tempistiche date sono esageratamente abbondanti. Risaliamo
sullo Shuttle per raggiungere il "Temple of Sinawava", la breve passeggiata
del "Rivers Walk" ci porta all’inizio del Narrow. La sera a Springdale non
ci perdiamo la bella galleria fotografica di
Fatali .
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Domenica 03/10/2004 - Zion NP |
Dopo avere ammirato le pareti rocciose tingersi
di un rosso intenso, merito dell’alba, prendiamo lo Shuttle per "The Grotto".
Alle 9.00 partiamo per "Angel Landing Trail", come sempre mi porto l’intera
attrezzatura fotografica. Il Trail si sviluppa in uno splendido scenario,
inizialmente si sale per un semplice sentiero. Arrivati a Scout Lookout si
prosegue per una semplice cresta che porta sulla cima della montagna, questa
è la parte più bella. Volendo in alcuni punti ci si può aiutare con delle
catene, ma non ci sono grosse difficoltà, al limite le può avere chi soffre
di vertigini. Dalla vetta la vista sulla valle è superba, ci fermiamo per
più di un’ora, ammirando il panorama,
scattando alcune fotografie, chiacchierando
con dei tedeschi e "giocando" con i numerosi Chipmunk. Poco dopo le 12.00
riprendiamo lo Shuttle per tornare alla macchina, appena fuori dal parco ci
fermiamo allo Zion Canyon Campground, ci rilassiamo per alcune ore anche per
evitare il caldo soffocante. Approfittiamo per lavare alcuni capi di vestiario,
lo stendiamo in modo quasi perfetto all’interno della nostra macchina/camper
e partiamo. Sono le 16.00 quando da Virgin svoltiamo a destra per la Kolob
Road. Da qui possiamo ammirare un’altra parte del parco, che ai nostri occhi
risulterà altrettanto bella. Incrociamo il punto in cui parte il "Left Fork
of North Creek", il trail che porta alla famosa "The Subway". La strada sale
affiancando
pareti sempre più tinte di rosso dal sole ormai basso. Quando
finisce di salire si apre ai nostri occhi un paesaggio spettacolare, una gran
piana gialla (erba secca) finisce a ridosso di rosse montagne, il cielo di
un blu intenso completa il bel quadro. Continuiamo a guidare fino a Lava Point,
la vista da qui non è straordinaria, ma merita perché ci si rende conto di
come lo Zion NP sia posto all’interno del Plateau. Consiglierei a chiunque
abbia qualche ora da spendere, un giro serale in questa parte del parco.
Al rientro visitiamo la galleria fotografica di
David Pettit
e dopo cena quella di
Robert Park . Sono
entrambe belle anche se le foto sono tremendamente simili a quelle di Fatali,
questo non lo ritengo un pregio. Mara ed Io conveniamo che nonostante la loro
indiscussa bellezza, gli preferiamo le due gallerie viste a Jackson.
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Lunedì 04/10/2004 - Zion NP - Page -
Antelope Canyon - Grand Canyon |
Per uscire dal
parco seguiamo nuovamente
la bella Zion Mount Carmel Hwy. La prima sosta è per il "Canyon Overlook Trail",
una breve passeggiata ma molto remunerativa, porta ad un belvedere che spazia
dal Lower Zion Canyon fino ai picchi The West Temple e The Towers of the Virgin.
Le altre sono soste fotografiche ad alcuni bei scorci di questa zona, come
per esempio la Checkerboard Mesa. Lasciamo questo bel Parco Nazionale per
raggiungere il Lake Powell e la cittadina di Page. Arriviamo verso le 13.00
(le 12.00 ora dell’Arizona) e decidiamo di fare la breve escursione all’Antelope
Canyon. Direi 28$ a testa spesi benissimo, il Canyon merita sicuramente una
visita, i giochi di luce e le forme che si vedono all’interno hanno dell’incredibile.
C’è anche meno ressa di quello che mi aspettavo, ho pure abbastanza tempo
da tentare qualche scatto fotografico, dico tentare perché non è per nulla
facile. La meta di questa sera doveva essere la Monument Valley, ma a Mara
piacerebbe vedere il Grand Canyon. Ho già visto questo parco nel precedente
viaggio e allora non mi entusiasmò, decidiamo di andarci ma senza fermarci
troppo. Arriviamo giusti per ammirare la parte finale di un bel tramonto dal
Desert View, ci fermiamo a dormire nell’omonimo Campground.
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Martedì 05/10/2004 - Grand Canyon - Monument
Valley - Canyolands NP |
All’alba ci troviamo al Lipan Point, in
seguito visitiamo anche gli altri View Point. Il Grand Canyon è maestoso e
forse proprio per questo che non riesce ad affascinarmi fino in fondo, credo
che bisognerebbe viverlo più "internamente" facendo un trek di almeno due
giorni. Lungo la strada che porta al Grand View
Point vediamo alcuni Elk,
incredibile la poca gente che c’è in giro, niente a che vedere con Zion che
è di gran lunga il parco più affollato che abbiamo visto fino ad ora. Al ritorno
verso la East Entrance vediamo sulla strada una volpe morta, sicuramente è
appena stata investita da una macchina poiché all’andata non c’era. Proseguiamo
passando Tuba City e poi Kayenta, arrivando poco dopo mezzogiorno alla grandiosa
Monument Valley. Inutile parlare tanto di questo luogo che è un po’ il simbolo
del sud-ovest americano, indiscutibilmente affascinante, merita una visita,
anche se come il Grand Canyon non riesce a stupirmi completamente. Facciamo
il classico giro all’interno e rincontriamo i due simpatici italiani conosciuti
questa mattina, sono dispiaciuti perché poco dopo averci salutato hanno involontariamente
investito
una volpe, quella che avevamo visto. Il tempo passa in fretta, sono
le 15.00 quando prendiamo la strada per Mexican Hat. Passata la cittadina
svoltiamo a sinistra prendendo la 261, dopo non molto la strada inizia a salire
e diventa sterrata. E’ bella e larga, incontriamo perfino un paio di grossi
camper che vi scendono, poco prima della fine di questa salita vi è un overlook
imperdibile. Da qui si gode di una stupenda vista sulla "Valley fo the Gods",
il gioco di luci e ombre prodotte da alcune nuvole la rendono ancora più magica.
Poco dopo finisce la salita e riprendiamo l’asfalto, ma proprio in questo
punto svoltiamo nuovamente a sinistra. Ci ritroviamo a guidare nuovamente
sullo sterrato, il fondo è peggiore del tratto precedente ma comunque facilmente
percorribile con qualsiasi tipo di vettura. Questa strada porta ad un punto
panoramico di cui ho letto numerose lodi in Internet, anche la vecchia guida
della Lonely Planet sullo Utah (1995) lo consiglia caldamente.
Dopo poche
miglia arriviamo a Muley Point, la vista che si gode è notevole, in particolare
quella in direzione della Monument Valley. Ormai da parecchi giorni i nostri
pranzi/cene non sono più
regolati dall’orario, ma da punti panoramici interessanti.
Nonostante siano le 17.00 quale posto migliore di Muley Point per cucinarci
una pasta, inoltre siamo soli e la temperatura è ottima. Prima di ripartire
arriva un signore in macchina che ha intenzione di passare la notte qui, ci
chiede se faremo altrettanto ma noi proseguiamo per Canyolands, anche se in
realtà un pensiero lo avevamo fatto. Seguiamo la 261 per poi imboccare
la 95, quest’ultima è scenicamente una delle più belle percorse fino ad ora.
Visto l’orario e il fatto che arriviamo da sud, andiamo a dormire nel camping
di Squaw Flat, si trova nella zona di Canyolands National Park chiamata Needles.
Percorriamo gli ultimi 50 km incrociando solo un paio di macchine, ci fanno
compagnia un magnifico cielo stellato e qualche lampo lontano all’orizzonte,
poco dopo le 20.00 arriviamo al camping. Guardo le stelle dall’interno del
camper/macchina, avvolto dal caldo sacco a pelo dolcemente mi addormento.
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Mercoledì 06/10/2004 - Canyolands NP |
Dopo essere stati al Big Canyon Overlook
ci portiamo all’Elephant Hill, qui le guglie chiamate "The Needles" sono più
evidenti. Camminiamo per un bel tratto lungo l’Elephant Hill Trail, stupendo
tracciato che si snoda negli anfratti dei Needles, all’andata non incontriamo
nessuno. Se avessimo avuto più tempo a disposizione lo avremmo percorso interamente,
anche se in realtà bisogna scegliere quale strada prendere visto le molte
biforcazioni. Poco dopo le 12.00 partiamo
alla volta della zona nord. Ripercorriamo
la strada fatta ieri sera con il buio, è stupenda, alcuni salici gialli gli
danno quel bel tocco autunnale. Dopo una breve sosta a Moab ci dirigiamo nel
bel punto panoramico di "Dead Horse Point", peccato che la luce del primo
pomeriggio non è delle migliori. Entriamo nuovamente nel Canyolands National
Parks, nella zona chiamata Island in the Sky. Qui non facciamo nessun trail
ma ci limitiamo a vedere i vari view point, veramente grandiosi il "Grand
View" e il "Green River". Attendiamo il calare del sole mangiandoci qualcosa
nei pressi del Grand View, per poi portarci nuovamente al Green River nel
culmine del tramonto. Ci soffermiamo in questo magnifico punto panoramico
fino a quando è ormai buio. L’impressione che abbiamo avuto, per quel poco
che abbiamo visto, è che "The Needles" si presti maggiormente ad essere girata
a piedi, mentre Island in the Sky è superiore come viste panoramiche. Per
la notte decidiamo di fermarci nel campeggio di Slickrock Campground nella
bella cittadina di Moab. Avere avuto una giornata in più avremmo sicuramente
noleggiato una mountain bike.
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Giovedì 07/10/2004 - Arches NP |
Partiamo di buon’ora e raggiungiamo la zona
di "The Windows" nell’Arches National Parks. Ci gustiamo tutta l’alba sul
North Windows Arch con all’interno il Turret Arch, una vista classica ma certamente
bella. Arrivati alla fine della strada all’interno del parco, proseguiamo
a piedi per il Davils Garden Trail, sono le 8.30. Vista la luce ancora ottima
decidiamo di fare il giro in senso orario, passando subito dal bel Landscape
Arch. Non ci perdiamo neppure le piccole deviazioni al Partition Arch e l’affascinante
Navajo Arch. Il Double Arch è un vero gioiello, proseguiamo per il primitive
trail facendo anche la deviazione
al Private Arch. Questa parte è molto affascinante
e alla fine questo risulterà essere uno dei più bei trek fatti nello Utah.
Alla fine non ci perdiamo nemmeno la deviazione al Pine Tree Arch e al Tunnel
Arch, nulla di speciale, in particolare il secondo. Da quando siamo arrivati
nel sud dello Utah ci chiediamo che caldo insopportabile deve esserci in piena
estate, visto il caldo che ci ritroviamo in Ottobre. Pranziamo ad un orario
"normale" nella vicina Picnic Area, con
calma ci avviamo verso Delicate Arch.
Personalmente mi accontenterei di quest’ultimo, ma Mara no, visitiamo il Broken
Arch e il Sand Dune Arch, il primo merita, il secondo no. Arriviamo verso
le 16.00 al punto in cui parte il trail per il Delicate Arch, saliamo abbastanza
velocemente. Il tramonto a questo arco è una delle attrazioni del parco, capiamo
il perché. L’arco è staccato da altre rocce, dietro svettano delle montagne
innevate e davanti sembra essersi costruito un anfiteatro naturale apposta
per farsi ammirare. Sarà un classico ma consiglio di non perdersi questo spettacolo,
finisce attorno alle 18.30. Mentre scendiamo ci rendiamo conto che il nostro
bel viaggio è ormai finito, ma tanti bei ricordi rimarranno con noi. Dormiamo
nel Devil’s Garden Campground all’interno del parco, dopo la cena rimaniamo
a guardare il magnifico cielo stellato dall’interno del camper/macchina.
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Venerdì 08/10/2004- Arches NP - Denver |
Non vogliamo
perderci neppure l’alba dell’ultimo
giorno, la passiamo al bel Landscape Arch. Nel corto sentiero che riporta
alla macchina incrociamo cinque cervi muli, due adulti e tre piccoli. Questo
è un minuscolo riassunto di questo straordinario viaggio naturalistico in
territorio statunitense, paesaggi incantevoli e meravigliosa wildlife, tutto
in totale libertà, proprio come piace a noi. Dopo avere ripercorso interamente
la strada del parco per uscire, seguiamo la scenica strada 128 che segue il
Colorado River. C’immettiamo poi nella I70 che ci porterà direttamente all’aeroporto
di Denver. Attraversiamo le Rocky Mountains già innevate, la zona mi ricorda
le Prealpi Venete, anche se in realtà qui siamo a quote maggiori. La I70 passa
non lontano da località sciistiche importanti, come Aspen, Vail e la bella
Frisco. In quest’ultima ci fermiamo per mangiare e mi compro un paio di giacche
della "The North Face", questi capi da montagna costano meno che in Italia.
Arriviamo a Denver verso le 16.00, la procedura di consegna macchina e il
check-in non presentano problemi.
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Sabato 09/10/2004 - Denver - Londra -
Milano - Parma |
Il viaggio di ritorno non presenta intoppi,
mi guardo un film per non dormire. Arrivati a Milano riusciamo a prendere
il treno delle 20.00, dopo poco più di un’ora siamo a casa. Sono già consapevole
che nei prossimi giorni avrò nostalgia della wilderness americana. A differenza
d’altri bei luoghi che ho visitato, spero che questo non sia un addio ma solo
un arrivederci.
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Letture: |
"America Perduta"
di Bill Bryson - Universale Economica Feltrinelli |
"Utah" - Lonely
Planet (EDT) Guida |
"Wyoming" - Lonely
Planet (EDT) Guida |
"U.S.A. I grandi
parchi dell'Ovest" - Gremese Editore Guida |
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Link utili:
http://www.nps.gov/ -
http://www.us-national-parks.net/
- http://www.areaparks.com/
- http://www.campusa.com/ |
http://www.glacier.national-park.com/camping.htm
-
http://www.yellowstone.net/campgrounds.htm
-
http://www.nps.gov/zion/pphtml/camping.html |
http://www.nps.gov/brca/pphtml/camping.html
-
http://www.arches.national-park.com/camping.htm
-
http://www.nps.gov/cany/camp.htm |
http://www.canyonlands.national-park.com/camping.htm |
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