Alle 19.00 partiamo da Parma, prima abbiamo
guardato la tappa del Giro d’Italia. Non incontriamo traffico e alle 22,30
arriviamo a Ventimiglia dove troviamo subito il campeggio.
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29/05/04
– Ventimiglia – Roncisvalle |
Pensavamo di alzarci prima delle 7.00, ma
evidentemente eravamo stanchi, dopo le 8.00 siamo nuovamente in viaggio. Sulla
Costa Azzurra c’è un po’ di traffico ma soprattutto molti caselli autostradali.
Superata Marsiglia un piccolo incidente ci obbliga a fare un mezz’ora di coda,
ma poi il viaggio prosegue velocemente fino a Roncisvalle dove arriviamo alle
18.45. Mangiamo alcune cose portate da casa, in seguito ci mettiamo a parlare
con al tri italiani che sono partiti da S. Jean Pied de Port, sono quasi tutti
da soli e uno di loro lo sta facendo per la sesta volta. Dormiamo nel bel
rifugio per i pellegrini. Alle 22.00, proprio come nei rifugi di montagna,
spengono le luci. ** spendiamo 5 eur. a testa per dormire
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30/05/04 – Roncisvalle – Pamplona – Puente
la Reina – Estella |
Alle 6.00 c’è la sveglia e uno dei gestori
volontari canta una splendida Alleluia in latino. Questa notte ho dormito
bene in rifugio dove sembra di essere tornati indietro nel tempo. Prepariamo
le bici, chiudiamo la macchina e alle 7.00 partiamo per il Cammino di Santiago
de Compostela. Facciamo alcune deviazioni nello sterrato, ma è talmente sassoso
che abbiamo paura di rompere qualcosa a causa delle vibrazioni, proseguiamo
per la strada, non ci sono macchine. A Larrasoana ci fermiamo a timbrare la
Credenziale (Sello), seguiamo un altro pezzo di sterrato e arriviamo a Pamplona
prima delle 11.00. Conosciamo una coppia d’olandesi in bici, sono partiti
direttamente da Amsterdam e hanno già 2000 km nelle gambe. Fuori la città
facciamo un pezzo di strada trafficata in compagnia di due fratelli di Barcellona,
Pera e Juan, ma poi noi deviamo per Urtega dove ci fermiamo in un bar . Arrivati
a Puente la Reina ci fermiamo al rifugio per il Sello e visitiamo il ponte
romanico, questa località è interessante. Prendiamo lo sterrato, ma dopo pochi
km siamo costretti a tornare indietro, causa manutenzione è troppo brutta
per la bici. La strada nonostante la ciclabile a lato è trafficata, rincontriamo
gli olandesi e dopo poco altri due, pure loro partiti da Amsterdam, più viaggio
e più mi accorgo che questo popolo è straordinario. Verso le 16.00 arriviamo
ad Estella e ci dirigiamo subito al rifugio dei pellegrini, dopo la doccia
ci prepariamo da mangiare, siamo abbastanza affamati. Passiamo la serata tra
un giro a piedi per il paese e due chiacchiere con un bolognese e una signora
di Genova, entrambi fanno il Cammino a piedi. Il bello di questo viaggio sono
soprattutto gli incontri. Ci sono persone da tutto il mondo, due giapponesi
ci offrono delle gustose ciliege, una canadese riposa i piedi doloranti in
una bacinella d’acqua, un signore è partito a piedi da Strasburgo, c’è una
famiglia con due bambini del Texas ecc. ** spendiamo 4 eur. per dormire +
3 eur. colazione a testa
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31/05/04 – Estella –Torres del Rio – Logrono
– Najera – Santo Domingo |
Partiamo dopo un’abbondante colazione fatta
in compagnia di persone che vengono da svariati paesi. Prendiamo il Camino
che è sterrato, ci portiamo al Monastero de Irache dove vi è una fontana dove
sgorga il vino, un tedesco ha dormito davanti ad essa e si vedono i risultati
già alle 7.00 di mattina. Continuiamo per lo sterrato attraversando bei vigneti
e campi coltivati. Incontriamo parecchi pellegrini a piedi, in seguito anche
Pera e Juan e una coppia di Colonia che erano ad Estella ieri sera, sono Martin
e Maggy. Ci fermiamo tutti a Los Arcos per comprare qualcosa da mangiare,
poi Mara mi "obbliga" alla sosta sello. Arriviamo verso le 12.00 a Torres
del Rio dove sostiamo nella piazza a fianco della bella chiesa per pranzare,
arrivano altri ciclisti pellegrini compresi i due tedeschi. Prima di entrare
a Logrono il cammino diventa in pratica una pista ciclabile che continua anche
dopo la città. Si pedala molto bene e affrontiamo anche la salita che si trasforma
in un buono sterrato, scambiamo due chiacchiere con dei bretoni. A Navarrete
durante la sosta "sello" incontriamo degli spagnoli in bici e insieme affrontiamo
la salita che porta ad Alto de S.Anton, è sterrata ma bella, solo negli ultimi
metri siamo costretti a scendere, nella parte finale della discesa ci spostiamo
sulla carrettera. Arriviamo poco prima delle 16.00 al rifugio di Najera e
decidiamo di proseguire per Santo Domingo, così anche gli spagnoli, uno di
loro è partito da Saragozza. Arrivano anche Martin e Maggy, lei è stanca,
vorrebbe fermarsi ma gli annunciano che il rifugio è ormai pieno e devono
tenere libero qualche posto per quelli a piedi. Credo che questa regola sia
giusta, perché noi in bici facciamo relativamente presto a raggiungere il
prossimo rifugio. Visto l’orario decidiamo di fare un pezzo di strada per
raggiungere prima Santo Domingo de la Calzada, è salita con vento contro,
in sintesi facciamo fatica ma alle 17.00 arriviamo. Il rifugio è molto spartano
e a donazione, facciamo una doccia. Oggi ce la siamo veramente goduta, bel
sole, bei paesaggi e anche dal punto di vista della ciclabilità è stata ottima.
Girando per il bel centro scambiamo due chiacchiere con due coppie di simpatici
signori italiani, non pellegrini, che sono curiosi di saperne di più sul cammino.
** donazione
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01/06/04 – Santo Domingo – Villafranca – Cruz
de los Cadios – Burgos |
Partiamo con calma dopo avere mangiato alcune
cose comprate ieri sera al supermercato in compagnia di un medico francese
partito a piedi da
Aran. Siamo in tanti con la bici e ormai ci conosciamo,
alcuni viaggiano con pochi bagagli, altri seguono la strada asfaltata. Superiamo
parecchi pedoni, continuiamo per il bel sterrato attraversando colline coltivate
a grano. La vista spazia molto lontano, il paesaggio è bello come del resto
i paesi che attraversiamo. Prima di Villambistia il cammino si trasforma in
sentiero, andiamo piano per paura di danneggiare la bici, proseguiamo fino
ad affrontare una bella salita prima del paese di Villafranca. Qui il sentiero
si impenna e ci obbliga a fare un pezzo a piedi e poi proseguire con il rapporto
più agile che abbiamo. Un vecchio montanaro ci indica di bere ad una fonte
dove l’acqua è ottima, nonostante ci sia scritto non potabile, lui stesso
viene fino qui per prenderla, ci facciamo alcune risate grazie alla sua simpatia.
Arrivati al Cruz de los Cadios lasciamo dopo poco il cammino per pochi km
di discesa, svoltiamo per San Juan de Ortega e lo riprendiamo. Dopo una sosta
ad Atapuerca dove mangiamo qualcosa, affrontiamo la salita che risulta più
dura del previsto anche per colpa del fondo sassoso, svariati grifoni volano
sopra le nostre teste. L’entrata a Burgos non è delle più belle, si passa
dal quartiere industriale e affianca una strada trafficata. Per arrivare al
rifugio dei pellegrini si attraversa tutta la città passando anche davanti
alla stupenda Cattedrale. Arriviamo alle 16.00, in seguito anche gli altri
nostri amici spagnoli, tedeschi, svizzeri. Mara lava qualche maglietta, io
sistemo le bici lubrificando le catene, in seguito chiacchieriamo con altri
pellegrini. Oggi è stata una giornata tanto dura quanto bella, inoltre il
sole continua ad accompagniarci. Alla sera passeggiamo per la bella città
e ceniamo in compagnia di Pera e Juan. Ci raccontano che stanno facendo il
Cammino di Santiago in memoria del padre scomparso da sei mesi, era appassionato
di bicicletta e avrebbe desiderato molto arrivare a Santiago con questo mezzo.
Passiamo una serata molto piacevole parlando di vari argomenti, per fortuna
le nostre lingue sono simili.. ** 3 eur. + 1 eur. per la bici a testa
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02/06/04 – Burgos – Hontanas – Castrojeria
– Carrion de los Condes |
Raccogliamo il bucato steso e salutiamo
Pera e Juan, si fermano un giorno a Burgos per riposare. Ci fermiamo a Rabe
de las Calzades dove facciamo colazione nel rifugio, in pratica nella cucina
della famiglia che lo gestisce. Affrontiamo la facile salita su un bel sterrato,
il sole alle nostre spalle illumina il meraviglioso paesaggio collinare, i
verdi prati di grano e i rossi papaveri contornati da fiorellini galli lo
colorano.
Proseguiamo su un bel altopiano, mi accorgo che il mio portapacchi
si è dissaldato, lo riparo con delle fascette. Proseguendo incontriamo i soliti
amici ciclisti e dopo Castrojeria ci aspetta una corta ma durissima salita
su ottimo sterrato, alla fine il panorama è da mozzafiato. Attraversiamo una
zona meravigliosa e arriviamo all’Eremo di S.Nicolas, gestito da italiani
di Perugia, per i prossimi quindici giorni ci rimarrà il simpatico Aldo, prendiamo
il solito sello. A Boadilla del Camino sostiamo per un panino, proseguiamo
per belle strade sterrate e alle 15.50 arriviamo a Crrion de los Condes. I
due rifugi sono pieni ma ci dirottano al Convento S.Maria, gestito da suore,
molto caratteristico. In stanza ci ritroviamo con altri pellegrini ciclisti
che ormai conosciamo bene, il bello di questo cammino sono proprio gli incontri.
Mangiamo bene in un ristorante che offre il menù del Pellegrino, 7,5 eur.
a testa. Le condizioni climatiche sono ottime perché nonostante il sole molto
forte non c’è mai troppo caldo, merito anche della leggera brezza e dalla
quota, oggi sempre sopra gli 800 mt slm. La buona notte ci è data da due campanili
vicini, di una vecchia chiesa, illuminati dal sole serale, con sopra tre nidi
di cicogne, con madri e piccoli. ** 4 eur. a testa
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03/06/04 – Carrion de los Condes – Sahagùn
– Leòn |
Il tempo
si mantiene buono, il cammino è
ottimo per le bici, condizioni ideali per un’altra meravigliosa giornata.
Ugualmente agli altri giorni la mattina è fresca, solo verso le 11.00 ci mettiamo
in maniche corte, per poi soffrire un poco di caldo dopo le 13.00. Sempre
la mattina presto è il momento in cui si supera il maggiore numero di pellegrini
a piedi, calando sempre più fino al pomeriggio dove se ne incontrano pochi,
causa anche il caldo. Poco prima di entrare in Sahagùn facciamo una piccola
deviazione per vedere l’eremo Virgen del Punte. Passata la cittadina il cammino
si divide, teniamo la strada di sinistra passando da Bercianos. Alla nostra
destra si vedono le vette innevate della Sierra Cantabrica, siamo nella regione
della Castilla-Leòn, la luce è sempre meravigliosa. Poco prima di Mansilla
de las Mulas ci fermiamo a mangiare, sono ormai le 13.00 e la fame si fa sentire.
Con calma raggiungiamo la città di Leòn dove arriviamo poco prima delle 16.00,
alloggiamo al convento "Santa Maria de Carbajal", è a donazione. Dopo la doccia
visitiamo il centro, davanti alla magnifica Cattedrale ci ritroviamo con i
soliti due gruppi di ciclisti spagnoli. Conosciamo anche due romani che fanno
qualche pezzo a piedi e altri in bus. Leòn merita sicuramente una visita,
dalla Cattedrale alla Basilica di San Isidoro. Pure oggi abbiamo pedalato
sempre sul cammino ed è stata molto bella sia dal punto di vista ciclabile
che dei paesaggi attraversati, anche se quelli di ieri li ho preferiti. Alla
sera abbiamo partecipato alla preghiera del pellegrino con le suore del convento.
** donazione
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04/06/04 – Leòn – Villar de Mazarife – Astorga
– Cruz de Hierro – Ponferrada |
Oggi è il nostro sesto giorno in bici e
le gambe iniziano a sentire la fatica. Ripassiamo a vedere la bella Cattedrale
illuminata dalla luce del mattino, poi cerchiamo la strada per uscire dalla
città. Fuori della città il cammino si divide in due strade, noi seguiamo
i pellegrini a piedi prendendo la più corta ma notevolmente meno bella, quella
che segue la trafficata N-120.Dopo non molto incrociamo un bivio per Chozas
de Abajo, voltiamo e prendiamo quella consigliata dal nostro libro. Prendiamo
il sellos al bel rifugio del pellegrino di Villar de Mazarie. Molti pellegrini
a piedi seguono quello che affianca la n-120 perché più corto, ma consiglio
l’altro immerso nella campagna, segue strade asfaltate poco trafficate e alcuni
pezzi sterrati non sempre perfetti per la bici. Dopo Santibanez prendiamo
un sentiero che scavalca alcune colline, i sassi ci rallentano la marcia facendoci
assaporare i bei paesaggi che attraversiamo. Arriviamo al Crucero de Santo
Toribio, da qui si può ammirare Astorga dall’alto, è un ottimo posto per una
sosta pranzo. Ad Astorga oltre che per il sellos ci fermiamo a visitare la
Cattedrale, incontriamo i soliti nostri amici, dagli svizzeri ai due simpatici
spagnoli Marcos e Javier e infine Martin e Maggy. Usciti dall a città si prende
una bella strada asfaltata poco trafficata, il cammino rimane al suo fianco,
qui inizia la lunga salita che porta alla Cruz de Hierro. Attraversiamo dei
bei paesini salendo con la giusta calma, ci fermiamo a Rabanal del Camino,
il bel rifugio è pieno, ci sarebbe posto in paese ma sono le 15.10 e decidiamo
di proseguire. La salita è lunga ma non dura, a Foncebadon prendiamo il sellos
e arriviamo poco dopo alla Cruz de Hierro. La salita in realtà non è finita,
si scende un poco per poi risalire. La discesa vera e propria è impressionante,
mi fermo dopo qualche km perché i cerchioni sono bollenti, ad El Acebo facciamo
una sosta più lunga. Nell’ulteriore pezzo di discesa incontriamo un’italiana
a piedi, scambiamo due chiacchiere e poi giù fino a Molinaseca che meriterebbe
una visita più prolungata. Arriviamo a Ponferrada che sono le 18 passate,
oggi è stata la tappa più impegnativa fatta fino ad ora. Il rifugio è molto
accogliente, all’interno c’è anche una piccola chiesa, ritroviamo anche qui
Martin e Meggy. Ceniamo in un ristorante all’aperto sotto le mura del Castello,
dopo una tappa così dura ci siamo meritati questo pranzo. Parliamo con due
australiani che cenano nel tavolo a fianco, stanno pure loro facendo il cammino
e ci raccontano dei suoi figli che studiano in Europa. E’ un viaggio diverso
dai soliti, è un viaggio indietro nel tempo. ** donazione.
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05/06/04 – Ponferrada – La Faba – Laguna – O Cebreiro – Tricastela |
Lasciamo il bel rifugio di Ponferrada alle
7.30, passiamo da Columbrianos. Seguiamo una parte di sterrato, poi il cammino
costeggia la strada asfaltata e poco affollata. A Villafranca ci fermiamo
per prendere un’estensione della Credenziale, a forza di prendere sellos abbiamo
finito la prima. Ad Ambasmestas ci fermiamo per mangiare prima della dura
salita, compriamo anche delle buone ciliege da una bancarella. All’inizio
della salita conosciamo Pedro, uno spagnolo che ha lavorato cinque anni a
Roma, affrontiamo insieme la salita che porta ad O Cebreiro. Svoltiamo presto
a sinistra per La Faba, ottima scelta perché prendiamo la vecchia strada che
porta al passo, piccola, asfaltata e senza macchine. Questa era nel passato
la parte che preoccupava di più i pellegrini, credo che lo sia ancora, ci
sono punti
dove la pendenza supera il 20%. Tutti i ciclisti che incontriamo
fanno pezzi a piedi, Mara con il suo passo lento ma costante fa tutta la salita
sui pedali, anche Pedro rimane meravigliato. Il sole picchia forte sulle nostre
schiene e alla fontana di Laguna de Castilla ci rinfreschiamo, siamo proprio
in montagna, le mucche hanno la precedenza a bere. Affrontiamo gli ultimi
duri km e verso le 13 siamo a O Cebreiro, bellissimi fiori gialli costeggiano
la strada. Ci fermiamo a lungo con alcuni olandesi, chiaramente come tutti
quelli conosciuti fino ad ora, vengono in bici direttamente dall’Olanda. Arrivano
anche Martin e Maggy, dopo avere mangiato qualche arancia e preso il sellos
al rifugio, ripartiamo per l’Alto do Poyo. Arriviamo a Tricastela poco prima
delle 16.00 dopo una bella discesa. Il rifugio è pieno ma ci permettono di
piantare la tenda nel bel prato, c’è già un olandese, dopo poco ne arriva
un altro e anche due australiani conosciuti nella mattinata, tutti in bici.
Con la tappa di oggi siamo entrati in Galizia, ora vorremmo rallentare perché
abbiamo tempo. Dopo una doccia e aver fatto spesa al supermercato, andiamo
alla messa del pellegrino. Alla fine della santa messa è letta una preghiera
in varie lingue, Mara legge quella in italiano. Al ristorante, menù del dia
7,25 eur. (ottimo), ci fa compagnia Pedro e poi anche Martin e Maggy, rimaniamo
fino alle 22.00. ** donazione.
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06/06/04 – Tricastela – San Xil – Sarria –
Ferreiros – Portomarin – Ligonde |
Ci alziamo più tardi del solito, in tenda
nessuno accende le luci, a colazione mangiamo le cose comprate al supermercato.
Una leggera nebbia avvolge il rifugio, ma i raggi del sole filtrano creando
un effetto emozionante. Ci fanno compagnia i nostri vicini di "casa" australiani,
sono partiti da Parigi e seguono il cammino dalla bici. All’uscita di Tricastela
prendiamo la dura salita che porta a San Xil, il cielo è sereno ma sotto di
noi il mondo è nella nebbia. Pedaliamo lungo questo confine irreale tra sole
e nebbia, sono piccole strade di montagna senza traffico ottime per la bici,
non incontriamo nessuno. Una lunga discesa ci porta a Sarria dove per la prima
volta dobbiamo fare la fila per prendere il sellos. Da quando siamo entrati
in Galizia il numero dei pellegrini è aumentato notevolmente, molti, infatti,
fanno solo gli ultimi 100 km. Fuori di Sarria il cammino è sterrato e affrontiamo
una salita molto dura anche se corta. Il cammino attraversa delle zone molto
belle, però ci rallenta notevolmente la marcia perché non è sempre buono per
la bici, si rompe il ferro che sostiene la borsa davanti nella bici di Mara.
Dopo Ferreiros una lunga discesa, dove teniamo l’asfalto, ci porta a Portomarin.
Qui mangiamo un panino e incontriamo cinque simpatici italiani, i primi in
bicicletta. Ripartiamo che sono le 16.00 passate dopo avere salutato tre amici
spagnoli che era qualche giorno che non vedevamo. Ci aspetta un lungo tratto
in salita e il caldo si fa sentire, teniamo il
cammino nonostante corra a
fianco della strada poco trafficata, il motivo è che c’è più ombra. Chiediamo
nei rifugi di Gonzar e Ventas de Naròn, sono pieni e non hanno posto per una
tenda. Ha invece due posti il bel rifugio di Ligonde, siamo in un piccolo
villaggio di montagna dove dalla strada passano più mucche che macchine, è
veramente un bel posto. Pure questo è a donazione, ma non solo il dormire,
anche la cena e la colazione. Sono ormai le 18.00 e ci sbrighiamo a farci
una doccia. Oggi è stata la tappa più corta fino ad ora, ma siamo in ogni
caso rimasti molto sulla bici, il cammino rallenta parecchio ma sono convinto
che pure i 756 km che abbiamo nelle gambe influiscono. Siamo una quindicina
di pellegrini, più otto giovani ragazze americane che gestiscono momentaneamente
il rifugio. Appartengono ad un’associazione cattolica americana che ha preso
in custodia questo rifugio, ceniamo tutti insieme attorno ad una grossa tavolata,
tedeschi, francesi, spagnoli e americani. La serata finisce con bel e triste
canto di una coppia di tedeschi e di un altro delle giovani americane. Visito
anche la casa dei vicini, all’entrata salumi e un cane, a sinistra la cucina
e a destra una mucca. Veramente una bella serata in un luogo fuori dal solito
e ben inserito nel contesto del Cammino di Santiago de Compostela. ** donazione
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07/06/04 – Ligonde – Palas de Rei – Arzua –
Monte del Gozo |
Ci svegliamo che alcuni sono già partiti,
siamo immersi nella nebbia. Ci fermiamo quasi subito per il sellos all’altro
rifugio di Ligonde, tra la nebbia compare Pedro. E’ stato male nella notte,
probabilmente per il troppo sforzo. Continuiamo insieme
tenendo il bel sentiero
del cammino, ma ci salutiamo presto perché vuole seguire la strada per fare
prima visto che non si è ancora rimesso. Il cammino è molto bello, attraversa
boschi, piccoli ruscelli, prati fioriti e bei villaggi, siamo costretti a
spingere la bici solo per un piccolo pezzo di 30 mt. Ci fermiamo a prenderci
un panino, ci fa compagnia Renzo, un signore di Trieste che è partito a piedi
da Lurdes. Il percorso è un continuo su e giù, alternando duri strappi a belle
discese, siamo veramente felici di questo viaggio. Nel primo pomeriggio il
sole ha il sopravvento sulla nebbia e il caldo si fa subito sentire. Non vogliamo
arrivare oggi a Santiago, ma marciamo talmente bene che non ci decidiamo a
fermarci, ormai è chiaro che puntiamo al Monte del Gozo, qui normalmente si
fermavano i pellegrini di un tempo. A circa 20 km da Santiago, in mezzo ad
un fitto bosco, foro la ruota dietro. Sostituisco velocemente la camera d’aria,
ci rendiamo conto di essere stati molto fortunati, sempre il sole e solo una
foratura considerando tutto lo sterrato che abbiamo fatto. Poco prima delle
17.00 arriviamo al rifugio del Monte del Gozo, nulla a che vedere con quello
di ieri, ma ha posto e questo è l’importante. ** donazione
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08/06/04 – Monte del Gozo – Santiago de Compostela |
Solo 5 km
separa il Monte del Gozo alla
Cattedrale di Santiago, alle 9.00 siamo già alla meta finale, andiamo a ritirare
la nostra Compostela. In seguito torniamo fuori del centro per raggiungere
il rifugio dei pellegrini (Acquarium) e lasciare i bagagli. Dopo avere mangiato
qualcosa andiamo alla messa del Pellegrino che si tiene alle 12.00 nella Cattedrale,
molto spettacolare e toccante. Il pomeriggio lo passiamo incontrando gente
conosciuta durante il Cammino e chiedendo informazioni per il ritorno. Con
il bus e il
treno la cosa non è semplice e neppure economica, decidiamo di
noleggiare una macchina. La National ci fa il prezzo migliore, 106 eur. per
un giorno con 700 km lasciandola a Pamplona, proviamo a chiedere per tre giorni
e il prezzo sale di soli 40 eur. (146 eur. e 1200 km). A questo punto un po’
a malincuore decidiamo di giungere a Finisterre non più in bici ma in auto,
seguendo tutta la costa. Nel frattempo ci siamo accordati con i due svizzeri
di Lugano e i cinque di Milano per cenare insieme. Più tardi rincontriamo
Renzo e Stefano un simpatico ragazzo di Milano che ha fatto il cammino a piedi,
entrambi si uniscono alla compagnia per la serata. Passiamo un’allegra serata
e costatiamo che a molti di noi spiace che il cammino sia finito. Rientriamo
che sono ormai le 24.00 insieme ai milanesi, dormiamo nello stesso rifugio.
** 5 eur. – 840 km Roncisvalle – Santiago
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09/06/04 – Santiago de Compostela – Noia –
Muros – Finisterra |
Carichiamo per l’ultima volta le bici con
le borse e facciamo l’ultimo giro per il centro di Santiago, ancora qualche
incontro e saluto. Alle 11.00 ritiriamo la macchina e partiamo per visitare
la costa della Galizia, è una sensazione strana e pedalare sulla nostra bici
ci manca. Ogni
viaggio in bici ci rendiamo sempre più conto di come sia bello
"abbandonare" la macchina e riscoprire il viaggio fatto con ritmi diversi,
più lenti. Guidiamo molto lentamente facendo parecchie soste, vogliamo goderci
pienamente questa bella costa in un'ulteriore giornata di sole. Arriviamo
a Finisterre
che sono quasi le 19.00 e dopo essere andati al Faro cerchiamo
da dormire. Incontriamo pure qui persone conosciute, i due svizzeri di Losanna
venuti in bici, ci raccontano che hanno sbagliato strada più volte, torneranno
in bus a Santiago. Ci spiace non essere arrivati in bici, anche perché le
forze non ci mancavano, ma in questo modo possiamo visitare molto meglio la
costa della Galizia, in fondo non si può avere tutto. Alle 21.00 torniamo
al faro per vedere il tramonto, ci sono altri pellegrini, alcuni come da tradizione
bruciano alcuni vestiti utilizzati nel cammino. Cerchiamo un ristorante in
riva al mare per mangiare il pesce, all’entrata di quello che abbiamo deciso
ritroviamo nuovamente Pedro, lo spagnolo che ha vissuto a Roma. Ceniamo insieme
passando una piacevole serata, alla fine ci confida il vero motivo del suo
viaggio in bici attraverso il Cammino di Santiago de Compostela. Dormiamo
in un piccolo hotel convenzionato con i pellegrini. ** 20 eur. per una doppia.
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10/06/04 – Finisterra – Cabo Tourinan – Muxia
– Finisterra (bici) – Cabo Villàn – Malpica |
La prima notte in un letto serio ci fa dormire
più del solito. Oggi puntiamo a nord verso Muxia costeggiando il più possibile
la costa denominata "costa della morte". Usciti da Finisterre incontriamo
due ciclisti e ci prende subito la nostalgia. Lasciata la strada principale
in prossimità di Pereirina parcheggiamo l’auto, montiamo le bici, le due borse
laterali alleggerite e pedaliamo contenti verso Cabo Tourinan. Seguiamo strade
secondarie senza traffico che affiancano scogliere stupende, Cabo Tourinan
è un luogo magnifico e la nebbia, forata saltuariamente dai raggi del sole,
gli infonde quel tocco mistico che mi affascina. Facciamo colazione al sacco
a fianco del faro, siamo felici e costatiamo quanto sia più bello viaggiare
in bicicletta che in macchina. Salutiamo a malincuore questo luogo e attraverso
salite e discese lungo la ripida e bella scogliera, arriviamo alla chiesa
sul mare di Muxia, ha un piccolo faro a fianco. Sistemati su un largo sasso
ci addormentiamo coccolati dal suono delle onde che s’infrangono sulla scogliera.
Questa parte di costa la preferisco a quella fatta ieri, è notevolmente più
selvaggia. Verso le 14.30 ci mangiamo un’insalata mista comprata ieri al supermercato,
arricchita con scaglie di formaggio grana portato da casa. Ripartiamo alle
15.30 e seguendo una strada più interna a Pereirina chiudendo un giro ad anello.
Dopo avere ricaricato il tutto sulla piccola macchina (Citroen C2), riprendiamo
la strada che porta a nord, sono le 17.30. Ci fermiamo Cabo Vilàn, dove oltre
all’impressionante scogliera ammiriamo il più bel faro visto fino ad ora.
Poco dopo le 20.00 siamo a Malpica, troviamo un hotel, mangiamo il pesce e
passeggiamo per il porto. Una nave sta’ salpando per la pesca notturna, poniamo
una domanda ad un signore che era un ex pescatore. Chiacchieriamo a lungo,
ci racconta varie vicende di questa costa della morte, ultima quella di pochi
giorni fa, sono morti dieci pescatori locali, la loro nave è affondata colpita
da una forte onda. Ci accompagna fin davanti all’hotel, abbiamo passato un’altra
bella serata da aggiungere a questo meraviglioso viaggio, sono le 24.00. **
28 eur. per una doppia
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11/06/04 – Malpica – Lugo – Leòn – Burgos –
Pamplona – Roncisvalle |
Andiamo a fare la nostra solita colazione
al sacco a Cabo S.Adrian, davanti a noi solo la piccola isola con il faro
e due navi che si trovano nel punto del naufrago, siamo soli ma poco dopo
arrivano degli operatori di una TV locale. Prendiamo l’autostrada (autopista)
che porta verso La Coruna, sarà l’unico pezzo che pagheremo di tutto questo
viaggio (1,80 eur.). Deviamo per Lugo e una volta arrivati a Burgos facciamo
una sosta. Torniamo a vedere la bella Cattedrale, ci
ritorna in mente la cena
passata in compagnia di Pera e Juan, due fratelli di Barcellona, è stata l’ultima
volta che gli abbiamo visti. Dopo una sosta al santuario di San Juan de Ortega
deviamo per la N120, a Santo Domingo della Calza ci fermiamo nuovamente, non
riusciamo a distaccarci dal cammino. Arrivati a Pamplona proseguiamo direttamente
per Roncisvalle dove torniamo a dormire al bel rifugio dei pellegrini. **
5 eur. a testa
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12/06/04 – Roncisvalle – Pamplona – S. Jean Pied de Port –
Roncisvalle – Sant Jean Pied de Port |
Solita sveglia alle 6.00 con l’alleluia
in latino, cantata dal solito signore olandese, questo rifugio è gestito dagli
olandesi. Partiamo alla volta dell’aeroporto di Pamplona con entrambe le macchine,
Roncisvalle è avvolta nelle nuvole. Depositata la macchina noleggiata parcheggiamo
la nostra nei pressi del centro, scarichiamo le bici e visitiamo la città
facendo circa 10 km. Ripartiamo nel primo pomeriggio e verso le 15.00 siamo
a S.Jean Pied de Port. Con le bici affrontiamo la lunga salita che porta a
Roncisvalle, il tempo è migliorato. Andiamo ad un buon ritmo, merito del cammino
e del relativo riposo di questi ultimi giorni. Completata questa che per molti
è la prima tappa, ci mangiamo un panino e salutiamo nuovamente i "gestori"
olandesi. Il ritorno a S.Jean Pied de Port è una passeggiata, poiché a parte
il primo corto tratto in salita fino al Colle Ibaneta, il resto è tutta discesa
(57 km tot). Ci sistemiamo nel campeggio comunale vicino al centro (7 eur.),
questo paesino è molto piacevole e curato, consiglio una sosta di sera, illuminato
è molto affascinante.
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13/06/04 – S. Jean Pied de Port – Oloron –
Lourdes – Foix – Carcassonne – Frontignan |
Ce la prendiamo con estrema calma, passando
da una pasticceria del paese e andando a fare l’ultimo sello. Decidiamo di
giungere a Lourdes attraverso strade secondarie, passando da Oloron e Arudy.
Attraversiamo dei bei villaggi, molto curati ai piedi di montagne che ci ricordano
il nostro appennino. Lourdes è in una splendida posizione, sullo sfondo svettano
montagne che tendono più ad assomigliare alle Alpi, è il Parco Nazionale dei
Pirenei. La cittadina ha sfruttato pienamente la sua popolarità, è piena di
negozi. Visitiamo la famosa grotta e inaspettatamente non ci sono molte persone,
probabilmente è dovuto anche all’orario giacché sono circa le 13.00. Usciamo
dall’autostrada e proseguiamo per Foix, non guadagniamo tempo perché la strada
è abbastanza trafficata. Controlliamo sulla carta geografica dove si trova
il Canal du Midi, prossima meta ciclistica d’alcuni nostri amici, ed ecco
che lo attraversiamo. Passiamo da Carcassonne, dopo Narbonne usciamo e ci
fermiamo in un bel campeggio a Frontignan, ci cuciniamo l’ultimo riso rimastoci.
** 15 eur. nel campeggio
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14/06/04 – Frontignan – Aix en Provance – Nizza – Parma |
Dopo un breve giro in spiaggia ci fermiamo
in un supermercato alla periferia di Montepellier, acquistiamo cibo per il
viaggio. Partiamo che sono le 10.00, incontriamo molto vento e il tempo nuvoloso,
meglio così viaggiamo con il fresco. Al confine italiano una forte pioggia
ci accompagna in Italia e poco prima delle 17.00 siamo a Parma.
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Letture: |
Verso Santiago -
Cees Nooteboom (Universale Economica Feltrinelli) |
Il Portico della
Gloria - Davide Gandini (EDB) |
Guida al cammino
di Santiago de Compostela in bicicletta (Terre di Mezzo) |
Sette passi sul
cammino di Santiago de Compostela - Marco Bruckner (Editrice Mediaevo) |
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Link :
www.caminosantiago.com
- www.jacobeo.net -
http://www.mundicamino.com/
- http://www.amicidisantiago.it/ |
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